Patate golose

patate golose testoBentrovati miei cari lettori,
finalmente riesco a trovare un po’ di tempo (sperando che la piccola non si svegli…incrociamo le dita!) per il mio blog. Ho qualche ricettina da proporvi da tempo, forse da mesi, ma postarle con i marmocchi tra i piedi è sempre un’impresa titanica!
Quella di oggi ha come ingrediente principale le patate, ma si tratta di patate ripiene di tante cose buone, quindi di un secondo piatto molto ricco che può essere considerato anche un piatto unico. Quanto al ripieno, siete liberi di variarlo come più vi piace, utilizzate pure quello che avete in casa (mi riferisco principalmente agli affettati e ai formaggi). Io ho pelato le patate dal momento che i miei mi avrebbero fatto storie, ma è preferibile lasciare la buccia, anche perché ciò facilita l’operazione di taglio e di farcitura.

Ingredienti per 4 patate ripiene:
– 2 patate medio-grandi
– 20 g di prosciutto cotto
– 20 g di speck
– 50 g di scamorza o galbanino
– 10 g di parmigiano grattugiato più scaglie per la copertura
– Rosmarino e timo q.b.
– 10 g di burro
– Olio extravergine di oliva q.b.
– Sale q.b.
– Pepe q.b.

Procedimento:
1. Lavate le patate e poi lessatele in acqua bollente oppure cuocetele al microonde come vi dico sempre di fare (bucherellate la buccia con i rebbi di una forchetta, ricoprite ogni singola patata con la pellicola e adagiatela sul piatto del microonde. Cuocete per 10 min. circa alla massima potenza, girando le patate a metà cottura).Terminate la cottura quando saranno piuttosto al dente, non fatele stracuocere.

2. Nel frattempo, tagliuzzate gli affettati e la scamorza/galbanino.

3. Una volta cotte le patate, pelatele, se volete, e tagliatele, facendo molta attenzione a non romperle, a meta. Scavate ogni mezza patata con un cucchiaino, fino a lasciare un bordo di mezzo centimetro, e mettete la polpa da parte in una ciotola.

4. Preparate il ripieno schiacciando la polpa con uno schiacciapatate e aggiungendo gli affettati, la scamorza/galbanino, il parmigiano, il rosmarino, il timo, un pizzico di sale e un pizzico di pepe. Mescolate bene e farcite fino all’orlo ogni mezza patata.
Rivestite una teglia con carta da forno  leggermente oliata e adagiatevi le patate.

5. Terminate con un pezzettino di burro su ciascuna patata e qualche scaglietta di parmigiano. Mettete in forno a 200°C e lasciate cuocere per 10-15 min., fino a che le patate non saranno ben gratinate in superficie. Servitele tiepide.

Tonia

Polpette di merluzzo

polpette merluzzo (1)I bambini e il cibo, un rapporto complicato. Alcuni mangiano pochissimo e come per farti un piacere, altri di gusto e anche troppo. Altri ancora vanno a periodi. In ogni caso, l’alimentazione del proprio figlio è sempre (o quasi) un tormento per un genitore!
Ebbene, queste belle polpettine sono perfette per i bambini, soprattutto per quelli che, di fronte ad un filetto di pesce, storcono il naso. Se il problema vi riguarda, provate a prepararle per loro. Sono gustose, sfiziose e, soprattutto, sane! Se poi fate come me e le infilzate anche in uno stecco da spiedino, il gioco per loro sarà ancora più divertente. Il mio se l’è spazzolate in due secondi!
Ma bambini a parte, anche per gli adulti sono un secondo appetitoso e diverso per gustare del merluzzo.

Ingredienti (per circa 16 polpettine):
– 150 g di merluzzo, fresco (bollito e accuratamente privato delle lische e di qualsiasi spina) o anche surgelato
– 2 fette di pancarré (o l’equivalente di pane raffermo)
– Latte q.b.
– 1 uovo
– Sale q.b.
– Prezzemolo q.b.
– Erba cipollina q.b.
– Uovo e pangrattato per la panatura q.b.
– Olio di semi d’arachide per la frittura q.b.

Procedimento:
1. All’interno di una ciotola schiacciate, con la forchetta prima e con le dita poi, il merluzzo, fino a ridurlo in poltiglia. Se usate del merluzzo fresco, questa operazione vi consentirà di rimuovere ogni eventuale spina rimasta.

2. Ammollate il pancarré nel latte e, dopo averlo strizzato ben bene, aggiungetelo al pesce. Unite anche l’uovo, il sale, un ciuffetto di prezzemolo finemente tritato e un pizzico (se essiccata) di erba cipollina. Dopo aver mescolato bene, dovrete ottenere un impasto lavorabile, appiccicoso ma non troppo. Qualora dovesse risultare troppo morbido da non riuscire a fare delle palline, aggiungete un po’ di pangrattato.

3. Formate le polpette e passatele prima nell’uovo e poi nel pangrattato.

4. Friggetele in abbondante olio di semi e fatele scolare su un foglio di carta assorbente. Servitele tiepide accompagnate da una insalata.

Tonia

Minestra di fave e cicoria

fave e cicoria firma

Bentrovati, miei cari lettori! Bentrovati, sì, perché è da tempo che non scrivo un nuovo post. Purtroppo, per quanto possa avere nuove idee e tanta buona volontà, ho difficoltà a destreggiarmi tra pannolini, poppate, capricci e…padelle! Vi lascio immaginare con una neonata (grazie a Dio, bravissima) e le mille cure che richiede ed un fratello maggiore di quasi 4 anni nel pieno della sua “isteria gelosa”… Ho i minuti contati anche per cucinare, figuriamoci per pesare ingredienti, fotografare e postare nuovi articoli! Aiutoo!
Ciononostante, oggi ho deciso di ritagliare un po’ di tempo per me e per il mio blog lasciandovi una ricetta pugliese super tradizionale. La dolcezza delle fave incontra l’amaro delle cicorie in un connubio rustico che sa tanto di cose autentiche e buone. La ricetta tradizionale, in verità, è ancora più veloce e semplice e, se vogliamo, light, ma a me piace arricchirla con saporiti soffritti e croccanti crostini di pane. Perdonatemi, ma le cose sciape proprio non mi piacciono!

Ingredienti per 4 persone:
– 300 g di fave bianche secche decorticate
– 400 g di cicoria, preferibilmente selvatica
– 2 spicchi d’aglio
– Olio extravergine d’oliva q.b.
– Sale q.b.
– Peperoncino q.b.
– 5 fette di pane casereccio

Procedimento:
1. Mettete le fave in ammolo per una notte intera in abbondante acqua fredda. Il giorno dopo, sciacquatele sotto l’acqua corrente e cuocetele in un tegame capiente seguendo le indicazioni riportate sulla confezione, o, comunque, fino a che non si sfalderanno. Qualora dovessero asciugarsi troppo in fase di cottura, aggiungete altra acqua calda. Assicuratevi, dunque, di avere sufficiente acqua per ottenere una consistenza vellutata.

2. Nel frattempo bollite anche le cicorie.

3. Preparate due padelle e soffriggete in ognuna uno spicchio d’aglio con dell’olio. In una delle due aggiungete anche il peperoncino. Una volta cotte, ripassate le fave nella padella con l’aglio e le cicorie in quella con aglio e peperoncino. Togliete l’aglio da entrambe le padelle e regolate di sale. Successivamente, frullate le fave fino ad ottenere una purea omogenea e vellutata.

4. Tagliate il pane a tocchetti, sistematelo in una teglia e versateci sopra un filo d’olio. Infornatelo e fatelo tostare in modalità grill rigirandolo di tanto in tanto. Tiratelo fuori solo quando sarà ben dorato e croccante.

5. E’ il momento di assemblare il piatto. Versate un mestolo abbondante di purea di fave nel piatto, poi una bella forchettata di cicoria ed infine qualche pezzetto di pane croccante. Terminate con un giro d’olio a crudo e gustatevi questo piatto semplice ma straordinariamente buono!

Tonia

Sofficini

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Panatura supercroccante, cuore morbido e filante…chi può resistere? I bambini li adorano e perché, allora, non prepararli in casa con ingredienti genuini?
Non occorre lievitazione né riposo, solo pochissima pazienza. Unica accortezza: stendete la sfoglia sottile (non temete, l’impasto è molto malleabile e resistente, è molto difficile che si possa rompere) perché internamente tendono a rimanere un po’ crudi e se la sfoglia è spessa si impasta in bocca, cosa non proprio piacevole…
Per il ripieno io ho usato prosciutto cotto e sottilette, ma potete sbizzarrirvi come più vi piace con verdure, formaggi o pomodoro.
Una volta provata questa ricetta, sono sicura non li comprerete più!

Ingredienti (per 8 sofficini piuttosto grandi):
– 250 g di farina
– 250 ml latte
– 1 noce di burro
– 2 pizzichi di sale

– 1 uovo
– Pangrattato q.b.

Procedimento:
1. Mettete il latte, il burro e il sale in un pentolino e scaldate per 5 minuti, mescolando di tanto in tanto. Quando il latte è vicino al bollore, spegnete il fuoco e aggiungete la farina, mescolando velocemente prima con una frusta e poi con un cucchiaio di legno.

2. Lasciate raffreddare l’impasto ottenuto e, solo dopo, stendetelo in una sfoglia sottile aiutandovi, se necessario, con altra farina. Con una tazza oppure una ciotolina, a seconda delle dimensioni che volete ottenere, fate tanti cerchi e poi rimpastate gli avanzi e ricavate altri cerchi.
Farcite come preferite i dischi, posizionando il ripieno su una sola metà di essi, e richiudeteli su loro stessi. Sigillate bene i bordi prima con le dita e poi con i rebbi di una forchetta.

3. Passate ogni sofficino prima nell’uovo, precedentemente sbattuto, e poi nel pangrattato. Friggete i sofficini in abbondante olio di semi.

I sofficini avanzati possono essere tranquillamente congelati. L’importante è che siano ultimati nella loro preparazione, cioè fino alla panatura. Una volta surgelati, vanno immersi nell’olio caldo senza farli scongelare.

Tonia

Polpette di pane al pomodoro

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Non so voi, ma in casa ho sempre qualche fetta di pane avanzato dai giorni precedenti. In questi casi, o lo trasferisco quasi subito in un sacchetto di carta  per farlo essiccare e farne del pangrattato (be’, sapete che in uno di plastica ammuffirebbe dopo qualche giorno), oppure ne faccio delle polpette. Se ne possono fare di tanti tipi, ma in queste il pane è l’ingrediente principale. Occorrono pochissimi ingredienti per realizzarle, tutti molto economici e, dunque, mi verrebbe da dire che sono le polpette “dei poveri” oltre che delle polpette di riciclo.
Inoltre, sono molto sbrigative e con il loro sugo potete tranquillamente condirci la pasta (io faccio sempre così). Ed ecco che in un colpo solo avete preparato un primo ed un secondo!
Se, invece, volete farne un antipasto sfizioso, friggetele in abbondante olio di semi e servitele tiepide.

Ingredienti per 5/6 persone:
– 500 gr di pane raffermo
– Latte q.b., all’incirca 250 ml
– 50 gr di Parmigiano o Pecorino grattugiato
– 1 uovo
– 80-100 gr di mortadella tagliata a cubetti
– 1 ciuffo di prezzemolo
– Sale q.b.
– Pepe q.b.

– Olio q.b.
– 1 spicchio d’aglio
– Polpa di pomodoro o pelati q.b., a seconda che vogliate farne il condimento per la vostra pasta o meno
– Qualche foglia di basilico

Procedimento:
1. Innanzitutto, private le fette di pane della crosta più esterna e dura e tagliatelo a tocchetti. Mettetelo in una ciotola e versateci sopra il latte. Non eccedete con il latte, il pane non deve galleggiare in esso, deve semplicemente essere reidratato e ridursi in poltiglia. La quantità di latte dipende anche dalla “durezza” del pane.

2. Quando il pane avrà assorbito tutto o quasi il latte, strizzatelo bene e trasferitelo in un’altra ciotola capiente. Unitevi il formaggio grattugiato, l’uovo, il prezzemolo tritato, la mortadella, il sale e il pepe. Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo e in grado di essere lavorato con le mani. Qualora dovesse risultare troppo asciutto o troppo molle, aggiungete un altro po’ di uovo nel primo caso e altro pane nell’altro.

3. Non appena l’impasto è pronto, prelevatene delle parti e, aiutandovi con i palmi, formate delle polpette della grandezza di una noce.

4.  Fate soffriggere l’aglio in una casseruola capiente e poi aggiungete le polpette. Fatele dorare su tutti i lati e solo dopo unite la polpa di pomodoro ed il basilico. Regolate di sale e fate cuocere per 40 minuti circa a fuco dolce. Le vostre polpette e il condimento per la vostra pasta sono pronti!

Tonia

Polpette di melanzane filanti al profumo di menta

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Ricetta improvvisata, foto improvvisata. Sapete che mi piace prestare attenzione alla presentazione dei miei piatti, ma quando hai famiglia che reclama la “pappa” e sei, per di più, in ritardissimo…diventa molto difficile dedicare del tempo all’impiattamento e alla fotografia!
Solo che il risultato di questa ideuzza last minute è stato sorprendentemente appetitoso e non potevo non postarvelo! Rimpiango solo di non aver  fatto più polpette, ne avrei mangiate a iosa!
Diciamo che la classica polpetta di melanzane risulta reinterpretata con l’introduzione del cuore filante e della menta al posto del prezzemolo.
Potete cuocerle anche al forno, saranno altrettanto gustose (ma sicuramente non così croccanti!).Provatele, ne vale davvero la pena!

Ingredienti per 2 persone:
– 300 gr di melanzane mondate
– 50 gr di pane raffermo
– 25 gr di Parmigiano grattugiato
– 20 gr di pecorino grattugiato
– 1 uovo piccolo
– 4 foglioline di menta fresca (o, in alternativa, essiccata)
– Scamorza passita a cubetti q.b. (uno a polpetta)
– Sale q.b.
– Pangrattato q.b.
– Olio di semi per la frittura q.b.

Procedimento:
1. Pulite le melanzane privandole delle estremità e della buccia. Tagliatele a dadini e sbollentatele per 5 min in acqua bollente.

2. Nel frattempo, tagliate il pane raffermo a tocchetti e frullatelo nel mixer. Mettetelo da parte.

3. Ora scolate le melanzane, strizzatele con le mani e frullatele nel mixer fino ad ottenere una purea. Unite il pane raffermo tritato, i formaggi, l’uovo, la menta e un pizzico di sale.

4 Quando tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati, formate delle polpettine e, premendo con la punta dell’indice destro al centro di esse, formate un incavo dove posizionerete un cubetto di scamorza. Richiudete ciascuna polpettine e passatela molto bene nel pangrattato.

5. Friggete le polpettine in abbondante olio di semi e servitele ben calde.

Il cuore filante e il profumo della menta vi sorprenderanno!
Tonia

 

 

Carciofini sott’olio

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E’ ancora tempo di carciofi, ma fra non molto non potremo più gustare questo ortaggio dalle molteplici virtù. Perché, allora, non farne scorta per consumarlo in qualsiasi momento dell’anno come antipasto o contorno sfizioso?
Confesso di essermi cimentata per la prima volta in questo tipo di preparazione e l’ho fatto perché mio marito ha ricevuto in dono una bella cassetta di carciofi freschi.
Quella che vi propongo è una ricetta molto più semplice e veloce di quanto si possa pensare. Su, allora, fate incetta degli ultimi carciofi e fatemi sapere!

Ingredienti:
– 1 kg di carciofi
– 1 limone, il succo
– 400 ml di aceto bianco
– 300 ml di vino bianco
– 600 ml di acqua
– Sale q.b.
– Olio extravergine d’oliva q.b.
– Qualche foglia di alloro
– Origano q.b.
– Timo fresco o essiccato q.b.
– Aglio q.b.

Procedimento:
1. Iniziate con lo sterilizzare i barattoli (per 1kg di carciofi ce ne vorranno all’incirca 3, dipende dalle dimensioni) in acqua bollente per 10 min. Poi, preparate una ciotola capiente con dell’acqua, il succo del limone e un cucchiaino di sale.

2. Prendete dei guanti usa e getta e pulite i carciofi eliminando tutte le foglie esterne, in modo da raggiungerne il cuore, tagliate il gambo in eccesso e sbucciate quello che rimane e tagliate le punte. Man mano che li pulite immergeteli nella ciotola con acqua e limone. Questa operazione è necessaria per non farli annerire.

3. Mettete a bollire l’aceto, il vino e l’acqua insieme e aggiungete una presa di sale grosso. Una volta raggiunto il bollore, sbollentate i carciofi per 4-5 min. Successivamente, prelevateli e metteteli a scolare e a raffreddare a testa in giù su dei canovacci.

4. Una volta freddi, cominciate col versare un po’ d’olio nel barattolo, dell’origano, del timo, dell’alloro e un pezzetto di aglio (calcolatene un paio di pezzetti per vasetto, o comunque non più di uno spicchio intero per barattolo, se non volete che il sapore dell’aglio sia troppo intenso). Poi, proseguite con un primo strato di carciofi e continuate in questo modo fino ad esaurimento degli ingredienti. Terminate sempre con abbondante olio, i carciofi dovranno essere perfettamente coperti da esso.
Quanto alle spezie, potete usare quelle che più vi piacciono, anche del peperoncino, ad esempio.

5. Dopo un’oretta circa procedete con un eventuale rabbocco dei vasi, nel caso in cui l’olio sia sceso di livello.

6. A questo punto, potete decidere se chiudere semplicemente ermeticamente i barattoli o pastorizzarli in modo da abbattere completamente la carica batterica. Anche se l’olio conserva da sé, io vi consiglio di pastorizzare i vasetti ottenuti. Sistemateli in un tegame capiente, separandoli con uno strofinaccio in modo che non riescano a scheggiarsi toccandosi l’un l’altro, riempitelo d’acqua e portate a bollore. Fate bollire per 10 min e lasciate raffreddare i barattoli nell’acqua stessa.
Fate riposare i carciofi per 3 settimane circa prima di consumarli.

Tonia

Sua maestà la pizza

Ebbene sì, SUA MAESTA’ la pizza. Chiniamoci di fronte a questa eccellenza italiana, vero vanto ed emblema della cucina napoletana.
Questo è un post estemporaneo, ecco perché sono stata costretta a prendere in prestito una foto. Non avevo in programma di postare sul blog questa ricetta o, almeno, non oggi, non ora. Ma poi ho deciso che volevo celebrare, adesso, con voi questo momento. Cosa celebriamo? Un agognato traguardo: finalmente ho trovato la mia ricetta perfetta per preparare una pizza casalinga! Sì, perché questa ricetta è il frutto di una lunga ricerca. Ho fatto tantissime volte la pizza in casa, ma c’era sempre qualcosa che non mi soddisfaceva pienamente, non mi sentivo mai completamente appagata da quell’impasto (perché il segreto, chiaramente, è nell’impasto), nonostante i complimenti di eventuali commensali. Pertanto, ogni volta variavo qualcosa, negli ingredienti, nella preparazione, nella lievitazione o nella “manipolazione”. Be’, ora posso dire di esserne veramente soddisfatta!
Badate bene, non è una ricetta per frettolosi. Cimentatevi con essa solo se avete realmente intenzione di dedicare a questo impasto il tempo e la cura necessari per ottenere una pizza croccante fuori e morbida dentro. Una pizza, insomma, perfetta!

Ingredienti:
– 250 gr di farina 00
– 250 gr di farina di Manitoba (di tipo 0)
– 280 ml di acqua tiepida
– 10 gr di lievito di birra (circa mezzo cubetto)
– 10 gr di zucchero
– 5 gr di sale
– 1 cucchiaio di Olio extravergine d’oliva

Procedimento:
1. In una ciotola, sciogliete il lievito e lo zucchero nell’acqua tiepida. Mi raccomando, fate molta attenzione alla temperatura dell’acqua: il calore favorisce la lievitazione, ma con un eccesso di calore rischiereste di ottenere l’effetto contrario. L’acqua, dunque, dev’essere tiepida, non calda.

2. Aggiungete gradualmente le due farine (precedentemente mescolate insieme), il sale e l’olio. Potete utilizzare anche solo la farina 00, tuttavia vi consiglio di combinarla con la manitoba perché questo impasto richiede una lievitazione piuttosto lunga e la manitoba è detta “forte” perché ricca di glutine, elemento che forma una rete resistente che, negli impasti lievitati, trattiene tenacemente i gas della lievitazione.

3. Impastate vigorosamente per un paio di minuti, fino a che l’impasto non risulterà compatto e liscio. Se avete il Bimby, seguendo lo stesso ordine per quanto riguarda gli ingredienti: 2 min., velocità spiga.

4. Coprite l’impasto con la pellicola o con un canovaccio e lasciatelo lievitare per 7/8 ore, al riparo da correnti d’aria. Io generalmente faccio riscaldare leggermente il forno, giusto per dare un po’ di tepore che attiva la lievitazione, e ci metto la ciotola con l’impasto coperto dentro.
Dopo 2/3 ore l’impasto avrà già raddoppiato il suo volume, sarà quindi già sufficientemente lievitato, ma la mia esperienza mi ha insegnato che protraendo i tempi per la lievitazione l’impasto risulterà  più elastico e la pizza più friabile.

5. Trascorso il tempo necessario, potete stenderlo nelle teglie (con queste dosi ne otterrete due abbastanza grandi, le mie sono quadrate di 36 cm circa di lato) facendo, però, attenzione a non manipolarlo troppo. Io ho escogitato questo metodo: lo divido in due e, anziché pressarlo sulla teglia oliata, lo “allungo” afferrando l’impasto con le mani e tenendolo “sospeso”, un po’ come fanno i pizzaioli quando fanno roteare acrobaticamente il panetto in aria; comincio in questo modo a dargli la forma della teglia; poi, lo stendo sulla teglia e lo schiaccio il più delicatamente possibile fino ai bordi, in modo da ricoprire interamente lo stampo.

6. A questo punto, vi consiglio di far riposare un’altra mezz’ora/ora l’impasto steso, il quale tenderà, così, ad assestarsi ed eviterà di ritrarsi leggermente come in fase di stesura. Trascorso questo tempo, infatti, l’impasto risulterà leggermente più gonfio ed avrà una consistenza che vi renderà più agevole il raggiungimento dei bordi della teglia con l’aiuto delle mani.

7. Preriscaldate il forno, in modalità “statico”, alla massima temperatura. Condite la pizza come preferite (quest’impasto è perfetto anche per i panzerotti, fritti o cotti in forno) ed infornatela posizionando la teglia sul ripiano più basso. Cuocete per 13-15 minuti circa, sempre alla massima temperatura.
La fiordilatte, precedentemente scolata e strizzata, deve essere aggiunta solo a un paio di minuti dalla fine della cottura. Stesso discorso vale per gli affettati. La rucola, invece, solo una volta che la pizza è stata sfornata.

Buon appetito!

Tonia

 

Tonno in crosta di pistacchi e mandorle al balsamico su letto di rucola

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Se il tonno in scatola è largamente diffuso ed utilizzato in cucina, quello fresco non gode della stessa popolarità. Questo anche perché non è facilmente reperibile. O forse non è facilmente reperibile perché non è richiesto? Pur avendolo mangiato e cucinato altre volte, ultimamente mi sono resa conto di questo perché lo cercavo da tempo, ma il mio pescivendolo di fiducia non riusciva a procurarmelo. Accennava anche alla spinosa questione del mercurio, che interessa principalmente i pesci di grande taglia, i grandi predatori, come, appunto, il tonno e il pesce spada, i quali, essendo ai vertici della catena alimentare, accumulano dosi maggiori di questa sostanza. Sì, ma perché il pesce spada non intimorisce nello stesso modo?
Sentite, io sono sinceramente avversa a questi eccessi salutisti. Se ci soffermassimo sulle possibili minacce di ogni singolo alimento che mangiamo ogni giorno, moriremmo di fame! E poi, perché quello in scatola sì e quello fresco no?
Il tonno è una preziosa fonte di omega 3, proteine, potassio, selenio e vitamina B12, e soprattutto se consumato fresco. Ebbene, oggi vi propongo una ricettina sfiziosa e allo stesso tempo ricercata che farà sì che non riuscirete più a fare a meno del tonno fresco.
Badate bene, la rucola e la salsa gastronomica non sono opzionali, bensì sono vivamente consigliati perché esaltano notevolmente questo tipo di preparazione. Se non avete a disposizione la salsa gastronomica, potete sostituirla con una riduzione all’aceto balsamico che potrete ottenere scaldando dolcemente dell’aceto balsamico in un pentolino fino a che non avrà dimezzato il suo volume e non sarà diventato uno sciroppo piuttosto corposo.

Ingredienti per 6 persone:
– 940 g di tonno fresco in tranci
– 40 g di pistacchi sgusciati
– 30 g di mandorle, preferibilmente pelate
– 2 cucchiai di pangrattato
– 1 manciata abbondante (5 g circa) di rucola per piatto
– Salsa gastronomica o riduzione di aceto balsamico q.b.
– Olio extravergine d’oliva q.b.
– Sale q.b.

Procedimento:
1. Cominciate col porzionare il pesce. Prima di farlo, però, è opportuno riporlo in freezer per un’oretta o, se lo usate da congelato, non fatelo scongelare completamente. Questa operazione vi consentirà di tagliare il tonno più agevolmente evitando di romperne le fibre. Tagliatelo in fette larghe 3 cm circa.

2. Quando il pesce sarà perfettamente scongelato, versate un po’ d’olio in una ciotola larga e immergetevi i rettangoli di pesce, rigirandoli come a volervi impanare. Questo permetterà alla panatura di aderire meglio al pesce.

3. Tritate i pistacchi e le mandorle insieme e trasferite il trito in un piatto. Aggiungetevi il pangrattato e un po’ di sale (senza esagerare, considerate che già il pangrattato e i pistacchi sono salati). Mescolate bene la panatura e passatevi il pesce, pressando leggermente e facendo attenzione a ricoprirlo interamente.

4. Scaldate un filo d’olio in una padella antiaderente e, quando è ben caldo, scottatevi il pesce. La cottura del tonno è estremamente importante ai fini della buona riuscita di qualsiasi piatto che lo preveda: il tonno va, appunto, “scottato”, vale a dire cotto un paio di minuti per lato. Il pesce dovrà rimanere internamente rosato, diversamente risulterebbe duro e stopposo.
Pertanto, quando la panatura sarà ben dorata e croccante ambo i lati, spegnete il fuoco.

5. Mettete una manciata di rucola in ogni piatto, conditela con sale e olio extravergine d’oliva e disponetevi sopra i trancetti di tonno. Terminate con una spruzzata di salsa gastronomica o di riduzione all’aceto balsamico e servite immediatamente. Da leccarsi i baffi!

Tonia

Peperoni in agrodolce

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Se siete amanti dell’agrodolce, questo contorno è per voi!
Di peperoni in agrodolce ce ne sono tanti, ma questi sono quelli che prepara la mia mamma. Ho ereditato da lei questa ricetta, con la sola aggiunta di menta e glassa gastronomica. Anche se danno un tocco in più, potete considerare questi ultimi due ingredienti facoltativi. Se non li avete, il vostro contorno risulterà comunque eccezionale.

Ingredienti per 2/3 persone:
– 20 g di olio extravergine d’oliva
– 10 g di cipolla
– 160 g di peperone rosso (all’incirca uno di medie dimensioni)
– 10 g di aceto (un cucchiaio raso circa)
– 1 cucchiaino raso di zucchero
– Qualche fogliolina di menta
– Sale q.b.
– Glassa gastronomica di aceto balsamico q.b.

Procedimento:
1. Soffriggete la cipolla tritata in una padella antiaderente con l’olio.

2. Tagliate il peperone a quadretti di circa 4 cm di lato e trasferitelo in padella. Salate e fate cuocere, a fiamma dolce e con il coperchio, per 5 minuti circa.

3. Togliete il coperchio ed aggiungete l’aceto, lo zucchero e la menta tritata. Fate evaporare l’aceto per qualche secondo e spegnete il fuoco.

4. Impiattate e servitevi della glassa gastronomica anche per decorare il piatto.

Tonia