Polpette di pane al pomodoro

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Non so voi, ma in casa ho sempre qualche fetta di pane avanzato dai giorni precedenti. In questi casi, o lo trasferisco quasi subito in un sacchetto di carta  per farlo essiccare e farne del pangrattato (be’, sapete che in uno di plastica ammuffirebbe dopo qualche giorno), oppure ne faccio delle polpette. Se ne possono fare di tanti tipi, ma in queste il pane è l’ingrediente principale. Occorrono pochissimi ingredienti per realizzarle, tutti molto economici e, dunque, mi verrebbe da dire che sono le polpette “dei poveri” oltre che delle polpette di riciclo.
Inoltre, sono molto sbrigative e con il loro sugo potete tranquillamente condirci la pasta (io faccio sempre così). Ed ecco che in un colpo solo avete preparato un primo ed un secondo!
Se, invece, volete farne un antipasto sfizioso, friggetele in abbondante olio di semi e servitele tiepide.

Ingredienti per 5/6 persone:
– 500 gr di pane raffermo
– Latte q.b., all’incirca 250 ml
– 50 gr di Parmigiano o Pecorino grattugiato
– 1 uovo
– 80-100 gr di mortadella tagliata a cubetti
– 1 ciuffo di prezzemolo
– Sale q.b.
– Pepe q.b.

– Olio q.b.
– 1 spicchio d’aglio
– Polpa di pomodoro o pelati q.b., a seconda che vogliate farne il condimento per la vostra pasta o meno
– Qualche foglia di basilico

Procedimento:
1. Innanzitutto, private le fette di pane della crosta più esterna e dura e tagliatelo a tocchetti. Mettetelo in una ciotola e versateci sopra il latte. Non eccedete con il latte, il pane non deve galleggiare in esso, deve semplicemente essere reidratato e ridursi in poltiglia. La quantità di latte dipende anche dalla “durezza” del pane.

2. Quando il pane avrà assorbito tutto o quasi il latte, strizzatelo bene e trasferitelo in un’altra ciotola capiente. Unitevi il formaggio grattugiato, l’uovo, il prezzemolo tritato, la mortadella, il sale e il pepe. Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo e in grado di essere lavorato con le mani. Qualora dovesse risultare troppo asciutto o troppo molle, aggiungete un altro po’ di uovo nel primo caso e altro pane nell’altro.

3. Non appena l’impasto è pronto, prelevatene delle parti e, aiutandovi con i palmi, formate delle polpette della grandezza di una noce.

4.  Fate soffriggere l’aglio in una casseruola capiente e poi aggiungete le polpette. Fatele dorare su tutti i lati e solo dopo unite la polpa di pomodoro ed il basilico. Regolate di sale e fate cuocere per 40 minuti circa a fuco dolce. Le vostre polpette e il condimento per la vostra pasta sono pronti!

Tonia

Orecchiette di grano arso con rucola, patate e mollica tostata

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Ecco a voi la “bandiera” di Foggia! Ah no, c’è qualche colore di troppo…ecco a voi la “bandiera arsa” di Foggia!

Questo piatto celebra la Puglia, la Daunia, Foggia. Sì, perché le orecchiette, si sa, sono il vanto della Puglia, ma anche il grano arso ha origine in questa porzione d’Italia (nello specifico, foggiano e nord-barese), così come l’accostamento “rucola e patate” per condire la pasta, che è uno dei più tipici della cucina foggiana.
Forse non tutti conoscete la farina di grano arso, per questo è il caso di spenderci qualche parola. Essa è tornata in auge negli ultimi anni, dopo che è stata lanciata da noti chef stellati i quali hanno voluto valorizzare questa antica tradizione pugliese. Le sue origini sono legate al mondo contadino più povero, quando era ad esso concesso di raccogliere, per uso personale, i chicchi di grano rimasti sul terreno (di proprietà dei latifondisti) dopo la bruciatura delle stoppie al termine della mietitura. Pertanto, erano, appunto, dei chicchi di grano “bruciati” che venivano macinati e uniti ad una piccola percentuale di farina bianca. Il grano arso che si trova oggi in commercio è naturalmente ottenuto in maniera diversa dall’originale, ovvero sfruttando la tostatura (simile alla torrefazione del caffè) e non la completa bruciatura del grano, e ciò gli conferisce sentori di “cotto” e “affumicato”.
Da provinciale, mi sono permessa di rivisitare (non me ne vogliano i foggiani doc!) un primo piatto tipico di Foggia, già di per sé succulento, associandolo proprio alle orecchiette di grano arso, a della mollica di pane tostata che accentua il delicatissimo sapore affumicato di questa pasta e ad uno strepitoso datterino salsato. Si tratta del datterino salsato Bio della Sole e Sapori, un pomodorino coltivato su un terreno non irriguo (a secco), sinonimo di grande qualità, dal delizioso sapore dolce che è in perfetta armonia con gli altri ingredienti di questo piatto.
Provate questa ricetta e provate il datterino salsato Sole e Sapori!
Ingredienti per 4/5 persone:
– 450 gr  di patate
– 1 spicchio d’aglio piuttosto grande
– Olio extravergine d’oliva q.b. ( 40/50 ml circa)
– Peperoncino q.b.
– 360 gr di datterino salsato Bio Sole e Sapori (un barattolo)
– 100/120 gr di rucola
– 400 gr di orecchiette di farina di grano arso fresche
– Sale q.b.
– 40 gr di mollica di pane, preferibilmente pugliese
Procedimento:
1. Sbucciate le patate, lavatele e tagliatele a tocchetti non troppo piccoli. Sbollentatele per 5 minuti in acqua bollente salata.
2. Frattanto, in una padella saltapasta dai bordi alti soffriggete l’aglio e il peperoncino nell’olio. Aggiungete il barattolo di datterino salsato, regolate di sale e, trascorsi i 5 minuti per le patate, trasferiteci dentro anche quest’ultime scolandole man mano con un colino (così che possiate conservarne l’acqua di cottura che servirà per la pasta). In questo modo le patate si insaporiranno e termineranno la loro cottura. Unite anche la rucola e qualche mestolo di acqua di cottura e prolungate la cottura per altri 10 minuti con il coperchio.
Dovrete ottenere un sughetto non troppo asciutto, come questo:
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3. Quando l’acqua avrà ripreso il bollore, buttate la pasta e seguite i tempi di cottura riportati sulla confezione. Nel frattempo, preparate una padella antiaderente con un filo d’olio e versateci la mollica sbriciolata. Lasciatela tostare per qualche minuto fino a che non diventerà dorata e croccante e tenetela da parte.
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4. Scolate la pasta al dente, avendo cura di conservare un po’ di acqua di cottura per mantecare, e versatela nella padella col condimento. Saltate la pasta, aggiungete un po’ di acqua di cottura così che abbia un aspetto cremoso (tenete presente che, raffreddandosi, le patate “asciugano” molto) e metà della mollica tostata.
5. Impiattate e su ogni piatto aggiungete un po’ della restante mollica (che rimarrà croccante) sbriciolandola ulteriormente con le dita, versate un filo d’olio a crudo e servite.
Tonia

Finger food Italia

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Verde rucola, rosso pomodoro, bianco…stracciatella pugliese!
L’idea di questo finger food è stata del tutto inattesa. Ero uscita per comprare una fiordilatte, una caprese sarebbe stato il nostro secondo, sono tornata a casa con una stracciatella: dovevo rivedere il mio secondo!
Forse non tutti i non pugliesi conoscono la stracciatella: non è altro che il ripieno della goduriosa burrata, vale a dire pasta di fiordilatte sfilacciata e immersa nella panna. Non so, però, se sia facilmente reperibile al di fuori della Puglia. Pur avendo vissuto tanti anni a Napoli, non mi è mai passato per la testa di cercarla lì, probabilmente per via di una certa diffidenza dettata dalla mia appartenenza regionale. Per me sarebbe stato come cercare la mozzarella di bufala campana in Veneto. Ma non è detto che sia così, per fortuna.
Ad ogni modo, qualora non doveste riuscire a trovarla, potete sostituirla con una buona mozzarella, meglio ancora se di bufala.
Potete prepararli anche con un po’ di anticipo, ma non troppo, verrebbero meno il loro aspetto e sapore “fresco”. Un antipasto velocissimo e di sicuro effetto.

Ingredienti per 6 bicchierini:
– 140 g di pomodori da insalata non verdi
– 180 g di stracciatella pugliese
– 30 g di rucola
– Qualche foglia di basilico
– Olio extravergine d’oliva q.b.
– Sale q.b.

Procedimento:
1. Mettete a scolare la stracciatela in un colino, in modo che perda parte del suo liquido. Poi, tagliuzzatela un po’, per rendere più agevole la degustazione, e mettetela da parte.

2. Lavate i pomodori e fatene una dadolata. Trasferiteli in una ciotola e conditeli con sale, olio e basilico  tritato. Versatene qualche cucchiaiata (a seconda della dimensione dei bicchierini che avete a disposizione, i miei erano molto piccoli) sul fondo del bicchierino. Proseguite con uno strato di stracciatella.

3. Tritate molto grossolanamente la rucola e conditela con sale e olio. Terminate con essa il bicchierino.

Tonia